Le balene del mare pliocenico in Piemonte
Nel 1959, in occasione dello scavo di una trincea per l’acquedotto in frazione Valmontasca di Vigliano d’Asti, fu intercettato lo scheletro pressoché intero di un cetaceo di circa 8 m di lunghezza, la Balaenoptera acutirostrata di Valmontasca.
Nel 1959, in occasione dello scavo di una trincea per l’acquedotto in frazione Valmontasca di Vigliano d’Asti, fu intercettato lo scheletro pressoché intero di un cetaceo di circa 8 m di lunghezza, imballato sub orizzontale nei sedimenti sabbioso-argillosi della parte inferiore delle Sabbie di Asti. Lo scheletro fu recuperato da tecnici dell’Istituto di Geologia, Paleontologia e Geografia Fisica dell’Università di Torino, montato su impalcatura metallica nelle sale del Museo di Geologia e Paleontologia, e studiato da Pier Giuseppe Caretto (1970) che lo descrisse come il rappresentante fossile dell’attuale Balaeonoptera acutirostrata che frequenta le acque del Mediterraneo. Lo scheletro è ora in attesa di essere esposto nelle sale del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.
Bibliografia
- Caretto, Pier Giuseppe, La balenottera della sabbie plioceniche di Valmontasca (Vigliano d’Asti), in «Bollettino della Società paleontologica italiana», n. 9, 1970, pp. 3-75
- Damarco, Piero, La formazione di un territorio. Storia geo-paleontologica dell’Astigiano, Ente parchi e riserve naturali astigiani, Asti 2009
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Ente Responsabile
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- Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli studi di Torino