Scheda: Evento - Tipo: Storico

Le rivolte mazziniane e La congiura dei Cavalieri della Libertà

Nessuna Immagine

La rivoluzione parigina del Trenta influenza nuove insurrezioni nella penisola. A Torino viene scoperta una congiura contro il sovrano.


Data dell'evento: 1830 - 1831

Translate

Categorie

  • risorgimento

In seguito ai fatti parigini del 1830, anche il regno di Sardegna è interessato da tentativi insurrezionali, specialmente in Liguria e in Savoia. Carlo Felice, per consolidare la propria autorità, manda in Savoia Carlo Alberto; questi, dopo aver passato in rivista le truppe a Chambéry ed Annecy, rientra a Torino l’11 marzo 1831.

20 marzo 1831, proprio mentre le condizioni di salute del re Carlo Felice si aggravano, circola la richiesta anonima di libertà costituzionali da parte di una società segreta nata nella seconda metà del 1830, sotto l’influenza delle giornate parigine di luglio, formata in gran parte da militari e professionisti borghesi e denominata Cavalieri della Libertà, con ramificazioni nella stessa Guardia reale. Una calorosa Protesta invocante ordinamenti costituzionali viene scritta da Giacomo Durando ne stampata in segreto dalla Tipografia Pomba.

1°-4 aprile 1831, in seguito alle confessioni del sottotenente Ignazio Ribotti, molti dei congiurati affiliati ai Cavalieri della Libertà vengono scoperti e tradotti in carcere. Sono arrestati l’avvocato Angelo Brofferio, Giuseppe Bersani, ex ufficiale della guardia del corpo, il chirurgo Gaetano Balestra, altri professionisti e gli ufficiali Gallo, Bono, Clerico, De Stefanis, Levamis. Il medico Sisto Anfossi e Giacomo Durando riescono invece a fuggire.

In seguito all’ascesa al trono di Carlo Alberto, tutti i congiurati vengono rimessi in libertà, ad eccezione di Giuseppe Bersani che sconterà una lunga pena nella fortezza di Fenestrelle. Viene intanto rinforzato il presidio della Cittadella di Torino, con l’aumento di artiglierie e munizioni.

Nel febbraio 1831 Giuseppe Mazzini, lasciato il carcere di Savona dove era stato rinchiuso, come carbonaro, nel novembre dell’anno precedente e scelta la via dell’esilio, transita per Torino, diretto alla frontiera del Cenisio, dove giunge il 10 febbraio. Dall’esilio, il 30 novembre 1831 Giuseppe Mazzini scrive la celebre lettera a Carlo Alberto, nella quale gli indica il programma italiano degno di un principe sabaudo

Ente Responsabile

  • Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino