La fuga di Carlo Emanuele IV

Il re fuggì di notte dalla città, lasciandola ai Francesi che l’assediavano. Iniziarono mesi d’entusiasmo e fervida attività, interrotti dalla temporanea restaurazione degli Austro-russi, a loro volta cacciati dai napoleonici nel 1800.
Nei giorni precedenti i documenti erano stati distrutti o portati via, gli oggetti di valore messi nei bagagli o nascosti, i nobili erano partiti o partivano. La notte del 9 dicembre 1798 nevicava e anche la famiglia reale al gran completo – con Sindone al seguito – abbandonò la città, lasciandola ai Francesi che l’assediavano. Poche ore prima Carlo Emanuele IV aveva firmato l’abdicazione.
Le truppe della rivoluzione trovarono elementi ostili, ma anche molti amici in città. Erano dalla loro parte i giovani nobili e la borghesia urbana delle professioni (avvocati, notai, medici, mercanti, impiegati, militari, artigiani, …). Seguirono mesi d’esultanza – con alberi della libertà, come quello in piazza Castello, e feste – e di attivismo politico; nel governo prevalsero i moderati.
La prima stagione repubblicana fu breve, perché il 26 maggio 1799 gli Austro-russi entrarono in Torino, mentre molti di coloro che erano stati legati al governo francese fuggivano. Nelle campagne i restauratori avevano trovato sostegno delle bande della «Massa cristiana» dei contadini, una forza, invece, assente in città. Gli Austro-russi rimasero in Torino per quasi un anno con un governo sabaudo restaurato, ma senza re perché gli Austriaci s’opponevano al ritorno di Carlo Felice, futuro sovrano. Il 14 giugno 1800 l’esercito napoleonico li avrebbe cacciati dalla città.
Bibliografia
- Bracco, Giuseppe (a cura di), Ville de Turin. 1798-1814, Archivio storico della Città di Torino, Torino 1990
- Vaccarino, Giorgio - Roccia, Rosanna - Manzo, Luciana, 1798-1799. La municipalità repubblicana di Torino nel solco della Rivoluzione francese, Archivio storico della Città di Torino, Torino 1998